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Tour dei 100 Fanciulla con gabbietta vuota

Fanciulla con gabbietta vuota

Lorenzo Pasinelli - 1690
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Lorenzo Pasinelli Bologna, 4 settembre 1629 - Bologna, 4 marzo 1700
Dettagli opera
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
74 x 54,5 cm
Anno
1690
Epoca
'600
Dove si trova?

Modena
Via Scudari, 9,
41121 Modena

Fanciulla con gabbietta vuota

La poetica immagine vuole sottintendere un delicato significato allegorico relativo all’innocenza della fanciullezza, che come un bene prezioso mal custodito si perde troppo presto. Il soggetto è tra quelli più divulgati dai pittori di genere tra XVII e XVIII secolo; la tradizione a cui Pasinelli si rifà per quest’opera è quella della ‘testa di carattere’ e dell’abbozzo dal vero inaugurata da Annibale Carracci (1560-1609). Il dipinto si muove in una direzione naturalistica dichiaratamente umile e dimessa, che contrasta tuttavia con la conduzione pittorica spregiudicata; è quindi possibile che l’opera fosse destinata al godimento personale di Pasinelli, o a un collezionista particolarmente colto. Nel Museum of Western and Oriental Art di Kiev si conserva un dipinto, riconducibile alla bottega di Pasinelli, che rappresenta la stessa composizione ma in cui la fanciulla è accompagnata da un ragazzo, a rendere ancora più esplicita la metafora sottesa.

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Lorenzo Pasinelli

Lorenzo Pasinelli nacque a Bologna il 4 settembre 1629. Iniziò la sua formazione artistica nella bottega di Simone Cantarini e proseguì gli studi a Roma. Dal 1648 collaborò con Flaminio Torri, ma negli anni Cinquanta iniziò un percorso autonomo, fondando una propria scuola attiva fino al 1699. Durante un soggiorno a Venezia, fu influenzato dallo stile di Paolo Veronese, unendo la sua luminosa tavolozza alla tradizione bolognese del disegno. Il suo stile si distingue per linee eleganti, colori intensi e composizioni raffinate, apprezzate sia in Italia che all’estero. Ricevette numerose commissioni da città come Mantova, Torino e Roma, realizzando opere per residenze nobiliari e chiese. Pasinelli morì a Bologna il 4 marzo 1700, lasciando un’importante eredità nell’arte barocca bolognese.