Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
Giocatori di carte
Giacomo Francesco Cipper, detto il Todeschini -
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Sondrio Piazza Garibaldi Giuseppe, 16, 23100 Sondrio
Giocatori di carte
In un interno povero, due giovani popolani dagli abiti laceri giocano a carte attorno a un piccolo tavolo. La scena è animata da un suonatore sullo sfondo e da un bambino in primo piano con un mazzo di cipolle in mano, elementi che contribuiscono a creare un vivace spaccato di vita quotidiana. Il dipinto rientra nel genere popolare delle scene di gioco, trattato dall’artista con un tono teatrale e leggermente caricaturale, pensato per divertire lo spettatore. Il racconto si fonda sul contrasto tra i due giocatori: uno appare sconfitto e contrariato, l’altro soddisfatto mostra apertamente la mano vincente. Un attento uso della luce mette in evidenza il bambino in primo piano, mentre il musicista resta in ombra, rafforzando la profondità dello spazio. Notevole è la resa realistica degli abiti consunti e degli incarnati, caratteristica distintiva dello stile dell’artista. Il dipinto è attribuito a Todeschini ed è ascrivibile alla seconda decade del Settecento, fase matura della sua produzione. L’attribuzione, proposta per la prima volta nel 1976, è stata successivamente confermata da diversi studiosi. Nel complesso l’opera offre una rappresentazione immediata e vivace del mondo popolare, in cui figure e oggetti sono trattati con lo stesso gusto attento al dettaglio tipico della pittura di genere.
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Giacomo Francesco Cipper, detto il Todeschini
Giacomo Francesco Cipper, detto il Todeschini, nacque a Feldkirch, in Austria, il 15 luglio 1664. Non si conoscono i dettagli della sua formazione né il momento del trasferimento in Italia. È documentato a Milano dal 1696, dove si sposò e visse fino alla morte, avvenuta il 18 ottobre 1736, cambiando più volte residenza all’interno della città.
Negli ultimi decenni il suo catalogo si è notevolmente ampliato, permettendo di delinearne meglio l’evoluzione stilistica. La prima opera firmata e datata è una natura morta del 1700, mentre le prime scene di genere, oggi tra le sue prove più celebri, compaiono a partire dal 1705. Ciò fa supporre che la sua attività iniziale fosse dedicata soprattutto alla natura morta e che solo successivamente si sia orientato verso le scene di vita popolare.
Le opere giovanili, spesso vivaci e ambientate all’aperto, lasciano spazio negli anni seguenti a composizioni più raccolte, con colori più sobri ma sempre improntate a un tono teatrale e giocoso. Il suo repertorio – contadini, zingari, giocatori di carte, musicisti, venditori – deriva in gran parte dalla lezione di Eberhard Keil, detto Monsù Bernardo.
A differenza di molti pittori di scene di genere, Cipper evitò ogni accento malinconico o intento sociale, mantenendo sempre un umorismo leggero e sorridente, talvolta persino in contrasto con il soggetto rappresentato. Proprio per questo, secondo la critica, le sue nature morte, ispirate alla tradizione nordica e in particolare a Joseph Heinz il Giovane, risultano spesso più convincenti e più intime rispetto alle scene di genere, ritenute meno affini al suo temperamento.