Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
La Terra dona a Nettuno i bulbi di tulipano
Giovanni Andrea Sirani - 1635
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Modena Via Scudari, 9, 41121 Modena
La Terra dona a Nettuno i bulbi di tulipano
Il dio Nettuno arriva dal mare su un cocchio a forma di conchiglia trasportato da cavalli marini governati da possenti Tritoni e sospinto dal tiepido vento Zefiro. La terra, in veste di cacciatrice con l’arco e la faretra, gli fa dono dei preziosi bulbi di tulipano raccolti in un cestino. La complessa e affascinante narrazione testimonia l’entusiasmo per la floricoltura che caratterizzò l’Europa del Seicento, allorché numerose piante, fino ad allora ignote, pervennero dall’Asia e dalle Americhe. Il bellissimo dipinto è stato restituito a Giovanni Andrea Sirani da Daniele Benati, che ne sottolineava la cifra stilistica caratterizzata da una finezza esecutiva, “la gamma cromatica squillante” e “la grande morbidezza di pennellata”, caratteri inconfondibili del più rinomato e fedele degli allievi di Guido Reni (1575-1642), nonché padre della celebre figlia Elisabetta. Il tema riprende l’invenzione realizzata da Reni e intagliata su rame da Johann Friedrich Greuter per illustrare una delle più importanti imprese editoriali del Seicento, il De Florum cultura del gesuita Giovanni Battista Ferrari, scienziato e botanico di fama, stampato a Roma nel 1633. Nell’Indice-guida dei monumenti pagani e cristiani riguardante l’istoria e l’arte esistenti nella provincia dell’Umbria di Mariano Guardabassi (1872) sono ricordati in Palazzo Monaldi a Perugia tre opere attinenti a questo soggetto elaborato da Guido. La nostra tela può essere identificata con quella attribuita a uno scolaro del Reni.
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Giovanni Andrea Sirani
Giovanni Andrea Sirani, figura di spicco della pittura barocca bolognese, si forma nella bottega di Guido Reni, di cui diviene l’allievo prediletto grazie alle sue eccezionali doti. Personalità poliedrica, si dedica anche allo studio della medicina, delle scienze, al collezionismo di libri e alla sperimentazione con colori e luci, sia naturali che artificiali. Le sue prime opere mostrano una stretta adesione allo stile di Reni, al punto da completare alcuni lavori lasciati incompiuti dal maestro. Nel 1652 realizza la *Cena in casa di Simone* per i padri Certosini (Bologna, Chiesa di San Gerolamo), considerata il suo capolavoro. Con quest’opera, Sirani dimostra di aver superato l’imitazione accademica del linguaggio reniano, sviluppando uno stile personale. Questo si distingue per un chiaroscuro più marcato e una tavolozza vivace, segni di una maturità ormai raggiunta.