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Tour dei 100 Madonna che allatta il Bambino tra i santi Sebastiano e Rocco

Madonna che allatta il Bambino tra i santi Sebastiano e Rocco

Nicola di Pier Gentile da Filetta di Amatrice, detto Cola dell’Amatrice o Filotesio - 1522
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Nicola di Pier Gentile da Filetta di Amatrice, detto Cola dell’Amatrice o Filotesio Amatrice, 9 settembre 1480 - Ascoli Piceno, 31 agosto 1547
Dettagli opera
Tecnica
tempera su tavola
Dimensioni
160 x 84 cm
Anno
1522
Epoca
'400 e '500
Dove si trova?

L'Aquila
Corso Vittorio Emanuele, 48,
67100 L'Aquila

Madonna che allatta il Bambino tra i santi Sebastiano e Rocco

L’opera è costituita da due parti con supporti lignei separati, quella superiore con le figure dipinte e quella inferiore con la firma “Cola de Amatrici faciebat” e l’iscrizione che fornisce la data di esecuzione, il 1522, e individua in Francesco e Bernardino Corvi e Lattanzio Troili i suoi committenti. Costoro la fecero realizzare per la cappella di famiglia nella chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno, probabilmente quale ex voto in occasione di un’epidemia di peste, come suggerisce la presenza dei santi taumaturghi Sebastiano e Rocco. Con l’arco a tutto sesto che spezza la chiusura uniforme del fondo e che evoca la Scuola di Atene delle Stanze Vaticane (1509-1511), Cola dell’Amatrice intende manifestare tutta la conoscenza dell’arte di Raffaello che aveva maturato durante il suo soggiorno a Roma tra il 1512 e il 1514.

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Nicola di Pier Gentile da Filetta di Amatrice, detto Cola dell’Amatrice o Filotesio

Nicola di Pier Gentile da Filetta di Amatrice, detto Cola dell’Amatrice o Filotesio (circa 1480–1547), è stato un pittore italiano rinascimentale attivo soprattutto nelle regioni dell’Abruzzo e del Lazio. La sua arte unisce influenze umbromarchigiane e abruzzesi, con un’attenzione particolare alla resa realistica dei volti e dei paesaggi. È noto per affreschi e pale d’altare presenti in numerose chiese del centro Italia. Cola dell’Amatrice ha contribuito a diffondere lo stile rinascimentale in aree rurali meno coinvolte dalle grandi corti artistiche. Morì probabilmente nel 1547, lasciando un importante patrimonio artistico regionale.