Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
Vuoi vedere l'opera dal vivo?
LUOGO NON DISPONIBILE DATA NON DISPONIBILE
TITOLO NON DISPONIBILE
Dettagli opera
Dove si trova?
Modena Via Scudari, 9, 41121 Modena
Madonna dell’Umiltà
La Vergine, effigiata mentre allatta il Bambino e colta nel momento in cui volge il suo sguardo melanconico verso lo spettatore, è seduta su un cuscino appoggiato sopra un prato fiorito disseminato di grandi corolle bianche. Questa iconografia, ampiamente diffusa fra Trecento e primo Quattrocento, si definisce come ‘Madonna dell’Umiltà’; lo scopo è sottolineare la modestia della Vergine nell’accettare il compito di mediatrice nel mistero dell’Incarnazione.
Si deve a Daniele Benati la restituzione di questo importante dipinto a Lippo di Dalmasio, noto in epoca di Controriforma come “Lippo delle Madonne”, proprio a sottolineare la prolificità nell’interpretare il tema mariano, nel quale avrebbe profuso, secondo Carlo Cesare Malvasia, “un’aria santa e divota” (1678). Lippo aderisce poi in modo del tutto personale all’ondata di recupero del linguaggio giottesco che connota la pittura bolognese a partire dagli anni sessanta del Trecento, rimanendo sempre fedele però a quell’accento vivacemente comunicativo che anima le sue immagini sacre sul solco di Vitale da Bologna (notizie dal 1330 al 1359). Il rigoglio del prato fiorito, così come il chiaroscuro che si fa più soffice rispetto alla Madonna dell’umiltà affrescata da Lippo nella chiesa di Santa Maria della Misericordia di Bologna e datata 1397, segnano una netta adesione al gusto tardogotico e suggeriscono una data già forse all’alba del nuovo secolo.
Vuoi vedere l'opera dal vivo?
LUOGO NON DISPONIBILE DATA NON DISPONIBILE
TITOLO NON DISPONIBILE
Lippo Di Dalmasio
L’artista, noto come “Lippo delle Madonne” già in epoca di Controriforma, deve questo soprannome alla sua prolifica produzione mariana, spesso ispirata, secondo Malvasia, da “un’aria santa e divota”. Le sue opere raffigurano frequentemente la Madonna dell’Umiltà, seduta a terra su un cuscino mentre allatta il Bambino. Figlio del pittore Dalmasio degli Scannabecchi, fu tra i protagonisti della scena artistica bolognese tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo. Dopo un periodo documentato a Pistoia fino al 1389, si trasferì a Bologna, dove ricevette importanti commissioni già nel 1393-94 per San Petronio, inclusa quella per l’altare maggiore. Tra le sue opere più significative figurano il finto polittico ad affresco in Santa Maria dei Servi e quello su tavola da Santa Croce, oggi nella Pinacoteca di Bologna. Si ricordano anche la *Madonna col Bambino* in San Benedetto e *La Madonna del Velluto* in San Domenico. Partendo dalla formazione pistoiese, Lippo sviluppò un personale recupero del linguaggio giottesco, arricchito da una vivace carica comunicativa, sulla scia di Vitale da Bologna.