Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
Vuoi vedere l'opera dal vivo?
LUOGO NON DISPONIBILE DATA NON DISPONIBILE
TITOLO NON DISPONIBILE
Dettagli opera
Dove si trova?
Modena Via Scudari, 9, 41121 Modena
Madonna della rosa
Con poetica allusione alla passione di Cristo, il Bambino porge alla Vergine il fiore della passiflora. Di origine fiamminga, Desubleo aveva seguito in Italia il fratellastro Nicolas Régnier (1591-1667) ed entrato a Bologna nella bottega di Guido Reni (1575-1642), ne sviluppò le propensioni idealizzanti con accenti di sontuosa eleganza. In questo dipinto la sceltissima armonia compositiva e la qualità smaltata della dolce infusione luminosa rinviano al momento più eletto della sua produzione, sul principio degli anni Cinquanta, quando era attivo anche per Modena e realizzava il Sogno di Giuseppe per la chiesa del Paradisino e il San Francesco in estasi, commissionatogli da Francesco I per la chiesa annessa al Palazzo Ducale di Sassuolo (1654). Lo squisito brano di natura morta dei fiori nel cestino, lucenti e pastosi, può gareggiare con le opere dei Cittadini, i fioranti più celebri in Emilia a quelle date.
Vuoi vedere l'opera dal vivo?
LUOGO NON DISPONIBILE DATA NON DISPONIBILE
TITOLO NON DISPONIBILE
Michele Desubleo
Dopo un apprendistato nella bottega di Abraham Janssens, segue a Roma il fratellastro Nicolas Renier, presente in città dal 1621 al 1625. Intorno al 1630 si trasferisce a Bologna, entrando nella bottega di Guido Reni. La sua pittura nasce dall’incontro tra il naturalismo romano, influenzato da Manfredi e i caravaggeschi nordici, e l’idealismo di Guido, con una sorprendente qualità inventiva. Si distingue soprattutto nella pittura “da stanza”, come nelle opere Venere e Adone (Londra), Tancredi e Clorinda (1641, Firenze) e Ercole e Onfale (Siena). Nei primi anni ’50 lavora a Modena, realizzando il Sogno di san Giuseppe, anticipatore del classicismo francese. Il successo di quest’opera gli vale la commissione del San Francesco in estasi (1654) a Sassuolo. Conclude la carriera a Parma, dove dal 1666 realizza, tra l’altro, la pala con Madonna e Santi per il duomo.