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Tour dei 100 Madonna della rosa

Madonna della rosa

Michele Desubleo - 1650
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Michele Desubleo Maubeuge, 1 gennaio 1601 - Parma, 12 novembre 1676
Dettagli opera
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
249 x 113 cm
Anno
1650
Epoca
'600
Dove si trova?

Modena
Via Scudari, 9,
41121 Modena

Madonna della rosa

Con poetica allusione alla passione di Cristo, il Bambino porge alla Vergine il fiore della passiflora. Di origine fiamminga, Desubleo aveva seguito in Italia il fratellastro Nicolas Régnier (1591-1667) ed entrato a Bologna nella bottega di Guido Reni (1575-1642), ne sviluppò le propensioni idealizzanti con accenti di sontuosa eleganza. In questo dipinto la sceltissima armonia compositiva e la qualità smaltata della dolce infusione luminosa rinviano al momento più eletto della sua produzione, sul principio degli anni Cinquanta, quando era attivo anche per Modena e realizzava il Sogno di Giuseppe per la chiesa del Paradisino e il San Francesco in estasi, commissionatogli da Francesco I per la chiesa annessa al Palazzo Ducale di Sassuolo (1654). Lo squisito brano di natura morta dei fiori nel cestino, lucenti e pastosi, può gareggiare con le opere dei Cittadini, i fioranti più celebri in Emilia a quelle date.

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Michele Desubleo

Dopo un apprendistato nella bottega di Abraham Janssens, segue a Roma il fratellastro Nicolas Renier, presente in città dal 1621 al 1625. Intorno al 1630 si trasferisce a Bologna, entrando nella bottega di Guido Reni. La sua pittura nasce dall’incontro tra il naturalismo romano, influenzato da Manfredi e i caravaggeschi nordici, e l’idealismo di Guido, con una sorprendente qualità inventiva. Si distingue soprattutto nella pittura “da stanza”, come nelle opere Venere e Adone (Londra), Tancredi e Clorinda (1641, Firenze) e Ercole e Onfale (Siena). Nei primi anni ’50 lavora a Modena, realizzando il Sogno di san Giuseppe, anticipatore del classicismo francese. Il successo di quest’opera gli vale la commissione del San Francesco in estasi (1654) a Sassuolo. Conclude la carriera a Parma, dove dal 1666 realizza, tra l’altro, la pala con Madonna e Santi per il duomo.