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Madre con il Bambino

Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto - 1740
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Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto Milano, 13 ottobre 1698 - Milano, 28 agosto 1767
Dettagli opera
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
118 x 92,5 cm
Anno
1740
Epoca
'700
Dove si trova?

Brescia
Corso Martiri della Libertà, 13,
25122 Brescia

Madre con il Bambino

La tela si accompagnava, fino agli anni Ottanta del secolo scorso, a un’altra di uguali dimensioni e formato, a tutti gli effetti un pendant, raffigurante un’umile e anziana filatrice vestita di stracci; inizialmente riferita a Giacomo Francesco Cipper, detto il Todeschini (1664-1736), essa, così come l’altra cui si accompagnava, è stata attribuita da Giovanni Testori al Pitocchetto, tra i più importanti esponenti della cosiddetta “pittura della realtà in Lombardia”: Ceruti, partendo da una cultura figurativa coeva che trattava la povertà come un tema caricaturale e talvolta ridicolo, la trasformò e ne ribaltò il senso, osservando per la prima volta gli umili con trasporto emotivo. L’opera in questione è stata datata verso il 1736, quando il pittore realizzò il celebre ciclo di Padernello, in provincia di Brescia, raffigurante accattoni e povera gente, dove il pittore indugia sulle toppe e sulle screziature dei miserabili stracci che li avvolgono con la perizia solitamente riservata agli ori e ai tessuti preziosi.

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Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto

Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto, nacque a Milano nel 1698 e fu uno dei principali pittori italiani del Settecento specializzato in genere e ritratti di umili popolani. La sua arte si caratterizza per l’attenzione realistica e dignitosa verso soggetti spesso trascurati, come mendicanti, contadini e bambini, rappresentati con umanità e sensibilità. Operò principalmente a Milano e nel territorio lombardo, dove sviluppò un linguaggio espressivo sobrio ma intenso. Influenzato dalla pittura seicentesca, Ceruti seppe fondere naturalismo e una profonda empatia sociale, dando voce ai più poveri con una pittura di grande impatto emotivo. Morì nel 1767, lasciando un’eredità artistica significativa nel ritratto di genere italiano.