Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
Mosè fanciullo calpesta la corona del faraone
Gregorio De Ferrari - 1675
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Genova Via Cassa di Risparmio, 15, 16123 Genova
Mosè fanciullo calpesta la corona del faraone
Il dipinto è stato riferito a Gregorio De Ferrari nel 1959 da Andreina Griseri, che riportava l’opinione di Roberto Longhi, secondo il quale esso apparterrebbe alla “primissima maturità” dell’artista. Il quadro illustra una leggenda tramandata da Giuseppe Flavio nelle sue Antichità giudaiche (libro II, cap. 9, par. 7) secondo cui Mosè bambino, giocando con la corona del faraone, l’avrebbe gettata a terra e poi calpestata suscitando l’indignazione del Sovrano d’Egitto e dei dignitari della sua corte, che ritenevano un simile gesto degno della condanna capitale. Tradizionalmente datata tra la seconda metà degli anni Settanta e il 1680, più recentemente si è pensato che l’opera possa appartenere agli anni Novanta. E in effetti nel quadro si alternano parti che si spiegano attraverso un richiamo al Correggio o al Parmigianino (la delicatezza soffusa di certi cangianti passaggi cromatici), mentre è di una grazia settecentesca, rococò, il movimentato panneggio della veste della figlia del faraone.
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Gregorio De Ferrari
Gregorio De Ferrari (Imperia, 14 aprile 1647 – Genova, 1726) è stato un pittore italiano del tardo Barocco, noto per i suoi affreschi eleganti e le composizioni dinamiche. Allievo e figlio artistico di Domenico Piola, sviluppò uno stile caratterizzato da un uso fluido del colore e da figure aggraziate in pose movimentate. Attivo soprattutto a Genova, lavorò su numerosi cicli decorativi per chiese e palazzi nobiliari. Le sue opere riflettono influenze del Barocco romano e veneziano, arricchite da una sensibilità tipicamente genovese. De Ferrari è considerato uno dei protagonisti della pittura barocca ligure.