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Tour dei 100 Sacra Famiglia con san Giovannino, sant’Elisabetta, san Zaccaria e san Francesco

Sacra Famiglia con san Giovannino, sant’Elisabetta, san Zaccaria e san Francesco

Benvenuto Tisi, detto il Garofalo - 1530
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Benvenuto Tisi, detto il Garofalo Canaro, 1 gennaio 1481 - Ferrara, 6 settembre 1559
Dettagli opera
Tecnica
Olio su tavola
Dimensioni
59 x 47 cm
Anno
1530
Epoca
'400 e '500
Dove si trova?

Ferrara
Corso della Giovecca, 108,
44121 Ferrara

Sacra Famiglia con san Giovannino, sant’Elisabetta, san Zaccaria e san Francesco

Nella tavola è rappresentato l’incontro tra Gesù Bambino e il Battista infante, che tiene con la mano sinistra un cardellino, simbolo della Passione di Cristo: uno di questi uccelli avrebbe preso una spina della corona di Cristo rimanendo macchiato dal sangue del Salvatore. In alto, tra una schiera di angeli musicanti, l’Eterno benedicente, caratterizzato dall’aureola triangolare che allude alla Trinità.

La composizione riprende in maniera estremamente fedele, con minime varianti, un dipinto oggi nella National Gallery di Londra (inv. NG170), unanimemente attribuito al Garofalo, citato nel 1603 nell’inventario del cardinale Pietro Aldobrandini e che dunque, con molta probabilità, proviene dalla collezione Este a Ferrara. Il risalto che il pittore conferisce alla culla suggerisce l’influenza di opere di Raffaello, che il Garofalo potrebbe aver conosciuto anche attraverso delle incisioni: una culla molto simile si osserva infatti nella Sacra Famiglia di Francesco I del Louvre, datata 1518 (Inv. 604 ; MR 432).

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Benvenuto Tisi, detto il Garofalo

Benvenuto Tisi, detto il Garofalo (1481–1559), è stato un pittore italiano del Rinascimento attivo principalmente a Ferrara. Influenzato dalla scuola ferrarese e da artisti come Giovanni Bellini e Tiziano, il suo stile fonde armonia e colore vivace. Le sue opere spaziano da pale d’altare a ritratti e scene mitologiche, con un’eleganza raffinata. Collaborò con importanti committenti ecclesiastici e nobili, contribuendo alla cultura artistica della corte estense. Morì a Ferrara, lasciando un’eredità di rilievo nel Rinascimento settentrionale.