Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
San Francesco Saverio battezza la principessa indiana Neachile
Pietro Ligari - 1717
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Dove si trova?
Sondrio Piazza Garibaldi Giuseppe, 16, 23100 Sondrio
San Francesco Saverio battezza la principessa indiana Neachile
Il dipinto è particolarmente importante perché rappresenta la prima opera firmata e datata di Pietro Ligari e una delle sue prime prove artistiche documentate. La scena raffigura la conversione e il battesimo della principessa indiana Neachile ad opera di san Francesco Saverio, episodio tratto dalla Istoria della Compagnia di Gesù di Daniello Bartoli. Nonostante la perdita di molte opere del periodo milanese renda difficile il confronto con altri lavori coevi, questa grande tela rivela già una notevole sicurezza tecnica e compositiva.
Al centro della rappresentazione, san Francesco Saverio versa l’acqua battesimale sul capo della principessa inginocchiata davanti alla vasca, illuminata da un fascio di luce che ne sottolinea il momento della conversione. Accanto a lei assiste al rito il padre, il sovrano Almanzor, senza corona in segno di rispetto, circondato da dignitari in abiti orientali. In primo piano, una donna con due bambini e un mendicante introducono la scena, mentre gli oggetti deposti davanti alla vasca – il diadema, la collana e la brocca dell’acqua battesimale – richiamano simbolicamente il passaggio alla nuova fede.
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Pietro Ligari
Pietro Ligari (Ardenno 1686 - Sondrio 1752), è il maggiore artista valtellinese del Settecento. Nato ad Ardenno da una famiglia borghese residente a Sondrio, Ligari fu mandato giovanissimo a Roma, dove si formò presso Lazzaro Baldi, allievo di Pietro da Cortona. Dopo la morte del maestro, intraprese un viaggio di studio in varie città italiane, soggiornando anche a Venezia, prima di stabilirsi a Milano nel 1710. Qui svolse un’intensa attività per chiese e palazzi, oggi in gran parte perduta, e nacquero i suoi due figli, Vittoria e Cesare.
Nel 1727, per motivi di salute e per rispondere alle numerose commissioni locali, Ligari rientrò stabilmente in Valtellina, dove lavorò fino alla morte, spesso con l’aiuto dei figli. Tra le opere più importanti si ricordano i lavori per il Palazzo Salis di Coira, le pale per la collegiata di Morbegno e i bozzetti per l’organo del Santuario di Tirano. Alcune opere, come la pala di San Benedetto per Sondrio, sono oggi considerate perdute. Artista estraneo agli eccessi barocchi e rococò, Ligari rimase sempre fedele a una pittura sobria e rigorosa, di forte impronta accademica, ispirata a Pietro da Cortona e al classicismo bolognese e romano, con influssi lombardi. Importanti anche i suoi ritratti, caratterizzati da un naturalismo severo. Oltre che pittore, Ligari fu agronomo, architetto e studioso delle arti applicate; restano suoi scritti sull’agricoltura e progetti architettonici per la collegiata di Sondrio.