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Tour dei 100 San Girolamo nel deserto

San Girolamo nel deserto

Annibale Carracci - 1585
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Annibale Carracci Bologna, 3 novembre 1560 - Roma, 15 luglio 1609
Dettagli opera
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
86 x 70 cm
Anno
1585
Epoca
'400 e '500
Dove si trova?

Modena
Via Scudari, 9,
41121 Modena

San Girolamo nel deserto

La figura del santo, effigiato in adorazione del crocifisso e mentre si batte il petto con un sasso in segno di penitenza, si staglia sul declinare di un paesaggio montano; in basso a sinistra, la data mutila “158(.)”. Il riferimento ad Annibale, oltre che su basi stilistiche, trova conferma in un disegno (Toronto, Art Gallery of Ontario) che presenta nel recto uno studio preparatorio per il San Girolamo e nel verso due mani per uno degli angeli musicanti del Battesimo di Cristo in San Gregorio a Bologna, datato 1585. Il dipinto costituisce dunque un prezioso reperto nel percorso di Annibale negli anni che videro anche il compimento del fregio di Palazzo Fava a Bologna (1584): un momento di sorprendente crescita creativa, dove la sua adesione al naturale viene via via arricchita dai rimandi alla morbida sensualità correggesca e dal caldo lume veneziano. Nasce così un’immagine di grande coinvolgimento per lo spettatore, dove il profondo sentimento religioso del penitente si riflette in una natura dolcemente autunnale.

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Annibale Carracci

Fratello di Agostino e cugino di Ludovico, è l’artista a cui si lega maggiormente la fama dei Carracci e l’impatto della loro “riforma” sulla pittura europea. Le sue prime opere, come La Crocifissione (1583) e Il battesimo di Cristo (1585) a Bologna, mostrano un ritorno alla natura privo di mediazioni intellettualistiche. Nel 1584 collaborò con Agostino e Ludovico alle Storie di Giasone in Palazzo Fava. Seguì l’esempio di Correggio e della tradizione veneta, come si vede in La Deposizione (1585) e La Madonna di san Matteo (1588). Nei fregi di Palazzo Magnani (1590) e negli affreschi di Palazzo Sampieri (1592) la sua pittura si avvicina al barocco, con sensualità e naturalezza. Nel 1595 fu chiamato a Roma dal cardinale Farnese, dove affrescò il Camerino e la Galleria (1597-1600), confrontandosi con il classicismo raffaellesco. Qui inaugurò il genere moderno del paesaggio e della pittura di storia classicista.