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Tour of 100 Conversione di san Paolo

Conversione di san Paolo

Girolamo di Romano, detto il Romanino - 1561
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Girolamo di Romano, detto il Romanino Brescia, 1 gennaio 1484 - Brescia, 1 gennaio 1566
Opera details
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
250x170 cm
Anno
1561
Epoca
'400 e '500
Where is it located?

Brescia
Corso Martiri della Libertà, 13,
25122 Brescia

Conversione di san Paolo

La pala era parte del corredo pittorico dell’abbazia di San Benedetto in Polirone, nei pressi di Mantova. Nel 1561 i monaci benedettini stipularono una convenzione con il pittore bresciano Lattanzio Gambara per l’esecuzione di tre pale destinate agli altari di sant’Andrea, di san Paolo e san Lorenzo, dipinti ricordati (senza specificare il soggetto) anche da Giorgio Vasari nell’edizione giuntina delle Vite (1568). Ritenute disperse già nel 1807, quella in oggetto è stata rintracciata da Marco Tanzi soltanto nel 1991, mentre delle altre due non si hanno notizie. Si tratta di un’opera cruciale nel catalogo di Gambara sia perché documentata, sia perché costui è prevalentemente noto come frescante. Questa pala, con la sua costruzione spiraliforme che si allarga dal fondo verso il primo piano, spiega l’importante ruolo svolto dal centro benedettino di Polirone – dove lavorarono artisti come Antonio Begarelli (1499-1565), Giulio Romano (1492/1499-1546) e Paolo Veronese (1528-1588) – per la diffusione della Maniera tosco-romana nell’Italia settentrionale.

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Girolamo di Romano, detto il Romanino

Girolamo Romanino, noto anche come Girolamo di Romano, nacque probabilmente a Brescia intorno al 1484. Fu uno dei più importanti pittori rinascimentali della Lombardia, celebre per il suo stile vivace e innovativo che univa elementi del Rinascimento veneziano e lombardo. Romanino lavorò in varie città del Nord Italia, tra cui Brescia, Venezia e Trento, realizzando opere sacre e affreschi per chiese e palazzi nobiliari. La sua pittura si distingue per l’uso audace del colore, un’espressività intensa e un’attenzione particolare ai dettagli realistici. Tra le sue opere più famose vi sono gli affreschi della Cappella dello Spirito Santo a Brescia e la pala d’altare per la chiesa di San Giovanni Evangelista a Brescia. Romanino influenzò molti artisti lombardi del suo tempo e morì probabilmente intorno al 1566.