Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
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Modena Via Scudari, 9, 41121 Modena
Crocifissione
Apice della produzione matura del pittore, la tela restituisce un’immagine drammatica del Calvario, nella quale i corpi di Cristo e dei ladroni sono illuminati da una forte luce che squarcia il cielo temporalesco. La buia eleganza richiama l’Adorazione dei Magi della National Gallery di Londra (circa 1538-1548; inv. NG640). La Crocifissione coniuga ricordi da Giulio Romano con derivazioni dal mondo nordico, evidenti soprattutto nella rissa dei soldati che si disputano le vesti di Cristo ai piedi della croce, scena tratta da una famosa incisione di Luca da Leida. A questi brani di brutale realismo fanno da contrappunto altri di eletta eleganza, come il composto e nobilissimo compianto dei dolenti di sinistra, accostati a fregio come in un bassorilievo di età classica. La conduzione inquieta della pennellata che si accende di bagliori nel paesaggio sul fondo e sbalza con plastica evidenza le figure in primo piano rivela le propensioni ormai fortemente anticlassiche che nutrono il linguaggio dell’artista in anni maturi. È evidente che, dopo l’attenzione accordata a Raffaello e Parmigianino, il pittore ferrarese cerca altri modelli a cui far riferimento per esprimere la sua immaginazione fortemente patetica e l’angosciato sentimento della religiosità.
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Girolamo Sellari, detto Girolamo da Carpi
Nato a Ferrara nel 1501, è stato un pittore e architetto italiano. Iniziò la sua carriera artistica alla corte degli Este di Ferrara, dove si formò come apprendista presso Benvenuto Tisi, detto "il Garofalo". All’età di vent’anni si trasferì a Bologna, dove ebbe modo di conoscere e studiare le opere di Tiziano e Raffaello. È considerato una figura importante della pittura del primo Rinascimento nella scuola bolognese. Le sue opere precedenti al 1530 mostrano un evidente contatto con Giulio Romano a Mantova e si caratterizzano per l’originalità dei paesaggi ampi e la profondità spaziale delle nubi in cui sono immersi i personaggi. Dopo l’ascesa al potere di Ercole II nel 1534, Girolamo fece ritorno a Ferrara, dove il palazzo ducale, danneggiato da un incendio nel 1532, necessitava di restauri. Morì a Ferrara nel 1556, all’età di cinquantacinque anni.