Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
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Modena Via Scudari, 9, 41121 Modena
Crocifissione di Cristo
La bellissima pala, capolavoro della maturità e dell’attività napoletana di Lanfranco, venne eseguita sul finire degli anni Trenta per Manuel de Acevedo y Zúñiga, conte di Monterrey, che aveva fatto costruire la chiesa delle agostiniane scalze di Salamanca, da dove l’opera proviene. Il conte era stato ambasciatore spagnolo presso la corte papale dal 1628 al 1631 e poi, dal 1631 al 1637, viceré di Filippo IV a Napoli. Dopo la significativa esperienza degli affreschi della certosa di San Martino a Napoli (1637-1639), il pittore esasperò la componente barocca del suo linguaggio: si avverte un sommovimento emotivo e insieme fisico, lontano dalle sontuose scelte formali di Pietro da Cortona (1597-1669), e che perviene a soluzioni quasi berniniane, ad esempio nell’espressivo allungamento delle figure. In questa pala, molto sviluppata in verticale, Lanfranco rinserra i personaggi e fa svettare su di essi la croce, raggiungendo l’effetto di un fiammante dinamismo ribadito dall’accentuatissimo sottinsù: un teatro di emozioni fortemente recitate che, prendendo l’avvio dalla Vergine, si sviluppano in ondate crescenti attraverso il gesto veemente della Maddalena e quello misurato ma intenso di Giovanni, per poi trovare sfogo nello sguardo angosciato del Cristo. Per l’opera Lanfranco impiegò, seppur con varianti, lo stesso schema compositivo utilizzato una decina d’anni prima per un dipinto devozionale, oggi nella Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini (inv. 2247), eseguito come dono di ringraziamento per papa Urbano VIII, che nel 1628 lo aveva nominato Cavaliere di Cristo.
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Giovanni Lanfranco
Nato a Parma nel 1582, è considerato uno dei maggiori pittori barocchi emiliani insieme ai Carracci, Guido Reni, Francesco Albani, Domenichino e Guercino. La sua produzione si concentra principalmente su pale d’altare, piuttosto che su opere per committenze private. Attivo soprattutto a Roma e Napoli, si distingue per i grandi cicli di affreschi realizzati su cupole e volte di chiese e palazzi, offrendo alcune tra le più innovative soluzioni pittoriche del Seicento. Tra il 1600 e il 1602 lavorò a Piacenza con Agostino Carracci, per poi trasferirsi a Roma, dove frequentò la scuola di Annibale Carracci fino al 1605 circa. La sua arte riflette la sintesi tra tradizione emiliana e le novità barocche.