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Tour of 100 Morte di Dario

Morte di Dario

Francesco Monti - 1730
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Francesco Monti Bologna, 1 gennaio 1685 - Brescia, 14 aprile 1768
Opera details
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
128 x 167,8 cm
Anno
1730
Epoca
'700
Where is it located?

Genova
Via Cassa di Risparmio, 15,
16123 Genova

Morte di Dario

Proveniente dal palazzo Doria in Strada Nuova (l’attuale via Garibaldi 6), l’ovale raffigura il momento in cui, secondo quanto tramandano le fonti, il re persiano Dario, dopo essere stato ferito a morte dai suoi stessi uomini, rivolge le ultime parole ad Alessandro Magno, ringraziandolo per la clemenza dimostrata verso la propria famiglia. Il dipinto è stato brillantemente attribuito al pittore bolognese Francesco Monti, con una datazione verso il 1730, da Pietro Torriti che lo definisce “scintillante di tremule luci, come una colata di pietre preziose, con un effetto notturno fra note fredde di verdi e di azzurri”. È possibile che la datazione vada anticipata al 1719-1720, quando si ha precisa notizia di contatti tra il pittore emiliano e l’ambiente culturale della Superba: a questi anni risale infatti la commissione del ciclo di tele raffiguranti alcuni momenti della storia di Achille destinate a ornare il salone dedicato all’eroe omerico nella dimora di Giacomo Filippo II Durazzo. È probabile che il dipinto in oggetto, che è stato riconosciuto nel “grande ovale” dove l’artista raffigurò “Alessandro che trova Dario ucciso” citato da Giampietro Zanotti (1734), sia stato commissionato o comunque sia arrivato a Genova proprio attraverso il grande favore ottenuto in questa città dalla cultura figurativa emiliana nel corso dei primi decenni del Settecento.

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Francesco Monti

Francesco Monti (Bologna, 1685 – Brescia, 14 aprile 1768) fu un pittore italiano tardo-barocco dalle solide radici emiliane. Dopo aver studiato con Sigismondo Caula a Modena e Giovanni Gioseffo Dal Sole a Bologna, aderì a uno stile neo-manierista influenzato da Creti, Crespi e Parmigianino. Le sue prime opere datano al 1713 con la Pentecoste per Reggio Emilia; negli anni ’20 ricevette importanti commissioni per il palazzo di Goodwood dal Duca di Richmond. Si trasferì a Brescia nel 1738, decorando chiese come Santa Maria della Pace e San Zeno al Foro (con Pietà e Morte di sant’Anna), e lavorò anche a Cremona, Bergamo e Parma. Maestro apprezzato e capo scuola, lasciò una scuola artistica e influenzò figure come sua figlia Eleonora Monti e Sante Cattaneo.