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Tour of 100 San Sebastiano curato da Irene

San Sebastiano curato da Irene

Ludovico Lana - 1643
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Ludovico Lana Codigoro, 1 gennaio 1597 - Modena, 1 gennaio 1646
Opera details
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
268 x 172 cm
Anno
1643
Epoca
'400 e '500
Where is it located?

Modena
Via Scudari, 9,
41121 Modena

San Sebastiano curato da Irene

Citato da Girolamo Baruffaldi tra le opere di Lana per il Palazzo ducale di Sassuolo, è uno dei risultati più alti del pittore ferrarese a lungo impegnato per la corte estense. Un’incisione del 1643 dello stesso Lana tratta dal dipinto è dedicata a Obizzo d’Este, fratello di Francesco I e vescovo di Modena. È probabile che Lana abbia realizzato per il suo protettore anche il San Sebastiano, tema particolarmente legato alla corte, e che alla morte di Obizzo la tela sia confluita a Sassuolo. Lana è il protagonista del panorama artistico estense della prima metà del secolo. Muovendosi da una formazione ferrarese (Scarsellino e Guercino), si accosta via via al classicismo di Guido Reni (1575-1642), per giungere a risultati di aulica eleganza, come in questa bellissima tela dove il tema sacro viene svolto con un accento profano, in un calibratissimo equilibrio tra affabile naturalismo e colta retorica classicheggiante.

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Ludovico Lana

Ludovico Lana (1597–1646) è stato un pittore e incisore italiano nato a Codigoro, nel Ferrarese. Formatosi sotto la guida di Scarsellino a Ferrara e influenzato da Guido Reni e Guercino a Bologna, si trasferì a Modena nel 1619. Qui divenne un artista di rilievo alla corte di Francesco I d'Este, distinguendosi nonostante la presenza di concorrenti come Jean Boulanger. Lana è noto soprattutto per la “Pala della Peste” (1638), realizzata per la Chiesa del Voto a Modena come ringraziamento per la fine della peste. La sua arte unisce naturalismo e classicismo, caratterizzata da eleganza e narrazione coinvolgente. Oltre a opere religiose, realizzò ritratti e incisioni. Fu maestro di Carlo Brisighella e influenzò la pittura emiliana del primo Seicento. Le sue opere si trovano oggi in musei e chiese di Modena.