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Modena 15 June 2026

Quando l'arte diventa un bene comune: i Poli Culturali BPER

L’arte e la cultura dovrebbero essere beni da rendere accessibili, condivisi e valorizzati all’interno della comunità, come elementi vivi, pulsanti. Proprio da questa visione nasce il progetto dei Poli Culturali BPERun sistema di patrimonio diffuso nel territorio italiano che vuole creare occasioni concrete di partecipazione alla cultura.  

Istituire nuovi poli culturali significa infatti andare oltre alla sola fruizione artistica, per privilegiare invece una vera e propria comunicazione bilaterale, un coinvolgimento attivo. Inoltre, i Poli Culturali BPER rappresentano un modello innovativo nel panorama nazionale italiano, combinando il patrimonio d’impresa con architettura di interesse storico e restituzione pubblica diffusa. 

Comprendere il significato di museo diffuso, il significato di polo culturale e sapere cosa sono i musei d’impresa, è il primo passo per capire l’innovazione dei Poli Culturali BPER. 

Che cos’è un Museo Diffuso e qual è il significato di Polo Culturale?

Il museo diffuso va oltre il concetto istituzionale e architettonico di “museo” che tutti potremmo avere in mente. Non si tratta di una struttura chiusa di conservazione ed esposizione di manufatti di vario genere, ma di un vero e proprio approccio. Il museo diffuso infatti non è contenitore ma modello che cambia la fruizione, abbattendo anche le pareti fisiche per diffondersi nel territorio. Espande il sapere e fa vivere il proprio patrimonio in luoghi diversi, con la maggiore possibilità di parlare e arrivare anche a pubblici differenti. Coinvolge direttamente la comunità, la accoglie e la ingloba, respira con essa. Anche il territorio diventa parte del racconto museale, non solo sede. Il percorso artistico e culturale di un museo diffuso può includere infatti monumenti, luoghi di interesse culturale, siti archeologici, dimore storiche. 

Uno dei primi a teorizzare il concetto di “museo diffuso” è stato l’architetto Fredi Drugman, laureato nel 1951 al Politecnico di Milano. Le sue “Idee per un progetto di museo lungo il Trebbia” erano volte alla valorizzazione del patrimonio culturale della Val di Trebbia mediante un intervento che vedesse come protagonista il territorio. Il fiume stesso avrebbe determinato il percorso su cui si sarebbero snodati i vari punti di interesse storico da fruire. 

Quindi, per dare al museo diffuso una definizione, potremmo dire che consiste in un museo espanso e dislocato, che distribuisce la propria collezione e il proprio valore nel territorio. Non esiste più una sola sede fisica, ma più sedi o più luoghi dove fruire ciò che il museo ha da offrire. 

Una possibile evoluzione del museo diffuso è il polo culturale, che acquisisce soprattutto l’accezione di spazio di aggregazione e condivisione socio-culturale. Le strutture del polo culturale sono spesso polivalenti e, oltre all’esposizione, mirano a una partecipazione attiva della comunità tramite eventi, laboratori, attività didattiche, ma anche studio, ricerca, conservazione. In questo caso si fondono quindi la condivisione della collezione in modo diffuso a una serie di servizi culturali correlati, che mirano a un coinvolgimento maggiore della comunità. 

Musei d’Impresa: cosa sono e qual è il loro impatto sul territorio?

musei d’impresa sono spazi espositivi che raccontano e valorizzano la storia e il patrimonio culturale di un’azienda. Possono narrare quindi le invenzioni, la nascita e le evoluzioni di un prodotto, le intuizioni e le idee alla base di una scoperta, la produzione stessa, la storia familiare o la collezione raccolta nel tempo di arte o di oggetti. 

Soprattutto nel territorio italiano, basti pensare a tutte le eccellenze presenti e alla produzione “Made in Italy”, famosa in tutto il mondo, per avere un’idea di quante realtà esistano. Dalla moda al cibo, fino al design e alle auto, che godono di un proprio ecosistema territoriale nella Motor Valley, considerabile un grande museo diffuso per tutte le collezioni presenti. Ma l’elenco comprende anche musei, fondazioni e archivi che nascono grazie alle collezioni d’arte di imprenditori e istituti bancari. 

musei d’impresa sono fondamentali per il territorio, questi i motivi principali: 

  • Valorizzano il patrimonio culturale della propria terra, custodendo e condividendo la memoria e la storia dei luoghi a cui appartengono; 

  • Sono mete turistiche capaci di attirare persone da tutto il mondo, influenzando il flusso economico della zona e delle attività commerciali vicine; 

  • Aumentano il senso di appartenenza della comunità e spesso sono promotori di progetti educativi e formativi per avvicinare soprattutto i giovani alla propria realtà, portando avanti l’eredità custodita. 

Esiste inoltre l’Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa, Museimpresa, che riunisce e promuove musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane. Un aggregatore per salvaguardare la storia e la memoria produttiva e imprenditoriale del Paese, svolgendo anche attività di ricerca, formazione e sviluppo. 

La valorizzazione del Patrimonio Culturale in Italia 

Quando si parla di valorizzazione del patrimonio culturale in Italia va innanzitutto citato l’articolo 9 della Costituzione

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.” 

Nonostante si parli soprattutto di tutela, fondamentale per proteggere e conservare il bene culturale, si sottolinea anche una responsabilità collettiva (individuabile nella Repubblica) nella promozione dello sviluppo della cultura. Questo fa intendere quindi quanto il patrimonio culturale diventi un bene comune non solo da proteggere, ma da sviluppare e valorizzare. 

Inoltre, è importante essere a conoscenza del Codice dei Beni Culturali e del paesaggio, un decreto legislativo volto a disciplinare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Ciò significa che anche la valorizzazione stessa della cultura fa parte, a livello legislativo, della nostra identità nazionale. 

Per attuare le azioni di tutela e sviluppo, un passo sempre più importante oggi è la svolta digitale, che ha permesso di rendere musei, collezioni e archivi accessibili a tutti. Anche gli esempi citati nei paragrafi precedenti, dal museo diffuso ai musei d’impresa, rappresentano iniziative volte al recupero di una memoria storico-artistica da tutelare e valorizzare all’interno del territorio italiano. 

Esempi di Museo Diffuso: il modello de La Galleria BPER 

Dall’avvio nel 2017 del progetto, La Galleria BPER, la corporate collection dell’Istituto, ha sempre promosso progetti culturali diffusi anche nelle città di Brescia, Genova e Milano. L’evoluzione naturale di queste attività ha portato poi alla creazione del progetto “Poli Culturali BPER. Un sistema di Patrimonio Diffuso”. In questo senso si è andata delineando una sorta di museo diffuso che, oltre a condividere la collezione, coinvolge il territorio e la comunità con itinerari, collaborazioni, format divulgativi e percorsi didattici. L’approccio è fondato infatti sull’inclusione, sull’innovazione e sulla responsabilità culturale

I principi fondamentali su cui si basano il modello de La Galleria BPER e dei Poli Culturali sono: 

  • L’accessibilità, intesa sia come apertura di sedi storiche, sia come sviluppo di modalità di fruizione inclusive; 

  • La collaborazione con istituti locali, musei, università e realtà del territorio; 

  • La territorialità, per portare e generare valore culturale e sociale all’interno del luogo di riferimento; 

  • L’impegno educativo e didattico, costituito da laboratori, percorsi e attività pensati anche per scuole e famiglie. 

Gli attuali Poli Culturali de La Galleria BPER sono: 

  • Modena – Palazzo San Carlo, sede storica della banca e primo spazio espositivo de La Galleria BPER, che si colloca al centro della direzione scientifica e progettuale; 

  • Brescia – Palazzo Martinengo di Villagana, un rinomato edificio storico della città, sede della Direzione Territoriale di BPER a Brescia, che al piano nobile ospita mostre temporanee; 

  • Genova – 14° piano del grattacielo di via Cassa di Risparmio 15, sede della Direzione Territoriale di BPER a Genova, fonda le sue radici nella storia della città e custodisce numerosi capolavori di scuola genovese; 

  • Milano – BPER Banca Private Cesare Ponti, nel cuore del capoluogo meneghino, ospita allestimenti temporanei e iniziative culturali. 

A questi presidi già operativi si andranno ad aggiungere, nei prossimi mesi: 

  • Ferrara – Palazzo Barbantini-Koch, che ospiterà un percorso permanente dedicato alla pittura ferrarese ed emiliana dal Quattrocento al Novecento, completato da attività educative ed eventi; 

  • L’Aquila – Palazzo Farinosi-Branconio, edificio simbolo della rinascita post-sisma, che accoglierà l’arte del Centro e Sud Italia, dal Rinascimento al primo Novecento. 

In conclusione, museo diffuso, polo culturale e museo d’impresa trovano una risoluzione unitaria nei Poli Culturali BPER, che si fanno portavoce di tutti i valori connessi a queste realtà.  

La responsabilità sociale e la restituzione alla comunità e al territorio rimangono degli obiettivi fondanti per fare dell’arte un bene comune e condiviso. In linea con questa visione, risultano particolarmente significative le parole dell’artista Keith Haring: “Mi è sempre più chiaro che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi. L’arte è per tutti, e questo è il fine a cui voglio lavorare.” 

FAQ 

Che cos’è e cosa si intende per museo diffuso? 

  • Il museo diffuso è un museo espanso e dislocato, che distribuisce e ramifica la propria collezione e il proprio valore nel territorio. Non ha una sola sede fisica, ma più sedi o più luoghi dove fruire il suo patrimonio culturale. 

Cosa sono i musei d’impresa? 

  • I musei d’impresa sono spazi espositivi che raccontano e valorizzano la storia e il patrimonio culturale di un’azienda. Possono narrare quindi le invenzioni, la nascita e le evoluzioni di un prodotto, le intuizioni e le idee alla base di una scoperta, la produzione stessa, la storia familiare o la collezione raccolta nel tempo di arte o di oggetti. 

Quali sono esempi di museo diffuso in Italia?  

Oltre ai Poli Culturali de La Galleria BPER, altri esempi di museo diffuso in Italia sono: 

  • Il Messner Mountain Museum, un circuito museale realizzato dall’alpinista Reinhold Messner che comprende sei sedi dislocate nelle Alpi, dove si indaga e racconta il rapporto tra l’uomo e la montagna; 

  • Il Museo Diffuso della Resistenza a Torino, che oltre alla sede presso il Palazzo San Daniele, conta una rete di Luoghi della Memoria distribuiti nella città, connotandosi come importanti testimonianze storiche; 

  • Dozza e Sant’Angelo “Il paese delle fiabe”, borghi letteralmente dipinti, musei urbani a cielo aperto dove si possono ammirare opere e murales in ogni angolo; 

  • La Motor Valley e la Food Valley, territori che ospitano al loro interno numerose realtà museali e archivi d’impresa che concorrono alla creazione di percorsi legati alla valorizzazione delle produzioni del territorio.