Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
Adorazione del Bambino con san Bernardino da Siena
Cristoforo Canozi da Lendinara - 1491
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Opera details
Where is it located?
Modena Via Scudari, 9, 41121 Modena
Adorazione del Bambino con san Bernardino da Siena
L’anconetta è completa della cornice originale, costituita da una cuspide polilobata in cui è dipinto l’Eterno benedicente. Il riferimento a Cristoforo da Lendinara si basa sul confronto con le tarsie e con il grande affresco raffigurante il Giudizio universale nel Duomo di Modena. Massimo tra i maestri lignari in Emilia, costui è documentato dal 1449 al 1453 in relazione alla decorazione dello studiolo di Lionello d’Este nel Palazzo di Belfiore a Ferrara e tutta la sua successiva attività testimonia i rapporti con Piero della Francesca (1412 circa-1492). Rispetto all’esasperata geometrizzazione dell’unica opera pittorica legata con certezza al suo nome, la Madonna con il Bambino firmata e datata 1482 della Galleria Estense di Modena, in questo altarolo le chiare forme del razionalismo prospettico toscano si intridono di una morbida luce che proviene dal fondo e si espande nel dolce paesaggio collinare, scivolando sui volti dei personaggi connotati in modo naturalistico.
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Cristoforo Canozi da Lendinara
Cristoforo Canozi da Lendinara (1426 circa -1477 circa) è stato un pittore e intagliatore italiano del Rinascimento, attivo soprattutto nel territorio del Polesine e del Veneto. Proveniente da una famiglia di artisti, sviluppò un linguaggio artistico raffinato che univa la tradizione locale a influenze emiliane e venete. Fu noto per le sue opere sacre, pale d’altare e decorazioni in legno intagliato, realizzate con grande cura nei dettagli. Lavorò soprattutto per chiese e conventi, contribuendo a diffondere lo stile rinascimentale nelle zone di confine tra Veneto e Emilia. Le sue opere mostrano un’attenzione particolare alla composizione e all’armonia cromatica. La sua attività si protrasse per oltre quarant’anni, lasciando un’eredità significativa nella regione. Morì nel 1572, continuando a essere ricordato come un protagonista dell’arte rinascimentale veneta e polesana.