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Ecce Homo

Mattia Preti - 1522
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Mattia Preti Taverna, 25 febbraio 1613 - La Valletta, 3 gennaio 1699
Opera details
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
139 x 195 cm
Anno
1522
Epoca
'400 e '500
Where is it located?

L'Aquila
Corso Vittorio Emanuele, 48,
67100 L'Aquila

Ecce Homo

Gesù è presentato alla folla da Ponzio Pilato, dopo che è stato flagellato, utilizzando un punto di vista ribassato e adottando una ripresa laterale: si tratta di una caratteristica tipica del linguaggio di Mattia Preti, a cui il dipinto è stato attribuito da Maurizio Marini nel 1973. Lo studioso lo datava al 1656-1657, in concomitanza con opere quali il Convito di Assalonne del Museo di Capodimonte di Napoli (inv. Q254) e il Ritorno del figliuol prodigo di Palazzo Reale di Napoli; la trattazione sommaria, soprattutto dei volti della folla, al limite del grottesco (dove è espresso il tipico fraseggio di gusto veneziano di Preti), ricorda invece i grandi abbozzi per gli affreschi della peste del 1656 (Napoli, Museo di Capodimonte, invv. 84410, Q262; 84414, Q 265). John T. Spike (1999), che non conosceva l’ubicazione del dipinto e poteva quindi solo giudicarlo dalla foto resa nota da Marini, lo colloca invece nei tardi anni Settanta.

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Mattia Preti

Mattia Preti (1613–1699) è stato un pittore italiano barocco, originario di Taverna, Calabria. Conosciuto come il "Cavaliere Calabrese", fu influenzato da Caravaggio e si distinse per l’uso drammatico della luce e del chiaroscuro. Lavorò a Roma, Napoli e Malta, dove divenne cavaliere dell’Ordine di San Giovanni e decorò molte chiese e palazzi. Le sue opere spaziano da grandi tele religiose a scene mitologiche, caratterizzate da intensa teatralità. Morì a La Valletta, lasciando un’eredità artistica di grande impatto nel Barocco italiano.