TourDei100

Explore
Tour of 100 La Sacra Famiglia nella bottega da falegname

La Sacra Famiglia nella bottega da falegname

Giuseppe Maria Crespi, lo Spagnolo - 1715
opera.jpg

Do you want to see the opera live?

LUOGO NON DISPONIBILE DATA NON DISPONIBILE

TITOLO NON DISPONIBILE

DISCOVER THE OPERA LIVE
author.jpg
Giuseppe Maria Crespi, lo Spagnolo Bologna, 14 marzo 1665 - Bologna, 16 luglio 1747
Opera details
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
190 x 128,5 cm
Anno
1715
Epoca
'700
Where is it located?

Modena
Via Scudari, 9,
41121 Modena

La Sacra Famiglia nella bottega da falegname

Di questo dipinto, che ha le dimensioni di una pala d’altare di media grandezza, per lungo tempo si erano perse le tracce. Va riconosciuto in un quadro ricordato da Giampietro Zanotti (1739) destinato all’Elettore di Baviera Massimiliano II Emanuele. Il Crespi qui coglie l’occasione per insaporire il tema sacro conferendogli un’ambientazione e, soprattutto, un linguaggio di tono dimesso e quotidiano. Il pittore era solito a tali commistioni, che andavano ben d’accordo con la sua forte fede cristiana. La tela rappresenta Gesù bambino che non aiuta il padre nel suo lavoro, ma mostra alla madre una crocetta di legno, forse fabbricatagli da Giuseppe quale giocattolo. Di fronte a quella minacciosa premonizione dei futuri patimenti, ma anche della salvezza del genere umano, Maria giunge le mani e china il capo nell’ombra, addolorata e consapevole. La religiosità del Crespi è profonda e sincera, ma priva di orpelli e di liturgie solenni; come privo di orpelli è il suo dipingere, attenendosi all’iconografia tradizionale. Questa tela si pone nel quarto lustro del secolo XVIII secolo.

opera.jpg
opera.jpg

Do you want to see the opera live?

LUOGO NON DISPONIBILE DATA NON DISPONIBILE

TITOLO NON DISPONIBILE

author.jpg

Giuseppe Maria Crespi, lo Spagnolo

Crespi si distingue nel panorama bolognese per la capacità di reinterpretare la tradizione locale in modo personale, raggiungendo una qualità espressiva di livello europeo. Formatosi accanto a Canuti, sviluppa un approccio moderno e spregiudicato ai modelli carracceschi. Le nozze di Cana (Chicago) rivedono in chiave domestica una sontuosa composizione veronese, mentre la pala Sant’Antonio tentato dai demoni (Bologna, 1690) dimostra il legame con Ludovico Carracci. I soffitti di Palazzo Pepoli Campogrande, con la loro ironia mitologica, anticipano accenti simili a quelli di Goya. Negli anni del rapporto con il principe Ferdinando di Toscana realizza capolavori come L’estasi di Santa Margherita (1701) e La Fiera di Poggio a Caiano (Firenze), inaugurando un genere che coglie la realtà nei suoi aspetti più umani. Questa strada prosegue con la serie dei Sette sacramenti (1712) e le straordinarie pale da altare.