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La Veronica

Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino - 1658
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Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino Cento, 8 febbraio 1591 - Bologna, 22 dicembre 1666
Opera details
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
108,5 x 91,2 cm
Anno
1658
Epoca
'600
Where is it located?

Genova
Via Cassa di Risparmio, 15,
16123 Genova

La Veronica

Il dipinto è stato rivalutato come autografo del Guercino da sir Denis Mahon, a cui si deve la riscoperta novecentesca del grande pittore di Cento; proveniente dal palazzo Doria in Strada Nuova (l’attuale via Garibaldi 6), esso è citato nell’anonima Descrizione della città di Genova del 1818. All’opera è stata associata un’annotazione nel Libro dei conti del Guercino, dove al 29 agosto 1658 è registrata la vendita d’una “Santa Veronicha” al signor Girolamo Panessi. Il dipinto si colloca infatti tra le opere che Guercino affrontò nella sua tarda età con accorato e appassionato impegno: qui il grado di malinconia – sottolineato anche da una tavolozza ricca di toni di violetto e azzurro cupo, nonché dalla mesta espressione di santa Veronica che ostende il telo con l’impressione del volto di Cristo – si eleva a valori di umana partecipazione liturgica e insieme esistenziale.

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Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino

Secondo i biografi seicenteschi, si sarebbe formato quasi da autodidatta, studiando i pochi dipinti dei Carracci presenti nella sua zona, in particolare la celebre Madonna e Santi di Ludovico, ora alla Pinacoteca di Cento. I suoi primi lavori, come i fregi nelle case centesi e le opere per le chiese locali, mostrano una forte partecipazione emotiva ispirata da Ludovico. Nel 1617, Ludovico stesso lodò le sue doti in una lettera, definendolo “gran disegnatore” e “felicissimo coloritore”. Negli anni ’20 a Bologna maturò il suo stile peculiare, caratterizzato da una tecnica a macchia che stupì i contemporanei. Il soggiorno romano (1621-1623) fu decisivo: il suo naturalismo si attenuò, cedendo a uno stile più classico e composto, influenzato anche da Guido Reni. Nel periodo maturo realizzò capolavori raffinati e letterari, apprezzati da una committenza internazionale, pur perdendo parte della sincerità e della forza emotiva delle opere giovanili.