Collezione Tour dei 100: selezione di opere d'arte | BPER La Galleria - BPER GALLERIA
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Opera details
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Genova Via Cassa di Risparmio, 15, 16123 Genova
Santa Rosalia
Proveniente dalla quadreria Doria del palazzo in Strada Nuova (l’attuale via Garibaldi 6), il dipinto fu menzionato nell’anonima Descrizione della città di Genova del 1818. Durante il soggiorno di Antoon van Dyck a Palermo, nel luglio 1624 avvenne il rinvenimento delle spoglie di santa Rosalia sul monte Pellegrino e subito si iniziò a realizzare una serie di immagini ufficiali volte a coniugare il modello dell’asceta taumaturgico con l’impegno a favore della città, assimilando l’aspetto di santa Rosalia a quello di Maria Maddalena. La santa osserva infatti con melanconia il teschio e le due frecce spuntate – simbolo della peste sconfitta – ed esibisce i fiori che alludono al suo nome, rose e gigli. Immediatamente si diffusero una serie di copie tratte da queste opere e furono in particolare i prototipi vandyckiani a essere oggetto dell’attenzione della committenza, dei pittori locali e dei nordici di scuola rubensiana presenti in città. Nel contesto dei rapporti tra Van Dyck e alcuni facoltosi commercianti e artisti fiamminghi e genovesi stabilitisi a Palermo, spicca la personalità di Hieronymus Gerards, che giunse in Sicilia nei primi anni Venti. Gerards, a cui l’opera va attribuita per via stilistica, fece parte di una società dedita al commercio di dipinti nella traiettoria Fiandre-Genova-Sicilia ed è proprio grazie a questa congiuntura che si deve la presenza della tela nella collezione Doria. Il quadro è stato identificato con quello raffigurante “Santa Rosalea” indicato in un elenco del 1647 dei beni acquistati a Palermo da Geronima Di Negro e Camillo Pallavicino.
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Hieronymus Gerards, detto Geronimo Gerardi
Hieronymus Gerards, detto Geronimo Gerardi (1595 – 1648), è stato un pittore fiammingo attivo principalmente in Italia, soprattutto a Genova e in Liguria. Influenzato dal Barocco italiano, integrò nelle sue opere elementi fiamminghi e italiani, con attenzione ai dettagli e vivacità cromatica. Realizzò soprattutto ritratti e scene religiose per committenti locali. La sua attività contribuì al dialogo artistico tra Fiandra e Italia nel Seicento. Gerardi è ricordato per la fusione di stili e l’adattamento al contesto genovese.